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I materiali per la bioedilizia devono: - essere composti da materie prime naturali e provenienti da fonti rinnovabili; - provocare un minimo impatto ambientale durante il loro intero ciclo di vita; - essere funzionalmente idonei all'utilizzo; - non essere nocivi e inquinanti nelle fasi di produzione, utilizzo e dismissione.
I materiali per la bioedilizia di Iris Fmg sono marmi, graniti, travertini e pietre prodotti in fabbrica, simili esteticamente ai materiali naturali ma con caratteristiche tecniche nettamente superiori.
I materiali per la bioedilizia vengono considerati ecologici solo se si verificano determinate condizioni nel rispetto dell'ambiente.
20061017 Iris Fmg: bioedilizia, produzione materiali per bioedilizia certificati ANAB, IBO, IBN; materiali per progetti di bioedilizia; pavimenti e rivestimenti secondo i principi della bioedilizia.
I materiali per la bioedilizia di Iris Fmg sono certificati da ANAB (Associazione Nazionale per l'Architettura Bioecologica), IBO (Istituto Austriaco per l'Architettura Bioecologica) e IBN (Istituto per l'Architettura Bioecologica di Neubeum) e sono utilizzabili per progetti di bioedilizia residenziale, bioedilizia commerciale e bioedilizia industriale.
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Bioedilizia significa costruire e vivere sano, prestando attenzione al risparmio energetico e alla prevenzione dell'inquinamento.
Termini come bioedilizia, ecoedilizia ed architettura bioecologica sono diventati negli ultimi anni di grande interesse e necessità.
I progetti di bioedilizia utilizzano materiali a ridotto impatto ambientale per preservare il nostro ecosistema.
com ] dell'azienda leader nella produzione materiali innovativi per architetti e progettisti di architettura d'interni e d'esterni, per progetti di bioarchitettura, architettura sostenibile, bioedilizia, edilizia biocompatibile.
Iris Fabbrica Marmi e Graniti presta grande attenzione al settore della bioedilizia e si dedica alla produzione di materiali per pavimenti e rivestimenti in ceramica tecnica.
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Seppure in modo molto parziale anche l'Unione Europea si è mossa per riconoscere l'importanza di una trasformazione ecologica della produzione edilizia, prima con la direttiva 89/106 sulla qualità, anche ambientale, dei materiali da costruzione e poi con il regolamento 880/92 che prevede la costituzione di un marchio europeo denominato per la certificazione della ecocompatibilitá dei prodotti non solo per l'edilizia.
Imparare dalla natura quindi e preferire per le coperture quei materiali che hanno queste caratteristiche ovvero in particolare quindi di nuovo l'argilla cotta che, per le sue ottime proprietà, se viene garantito il rispetto delle attenzioni esposte precedentemente, è da consigliare anche per la realizzazione di tegole.
Alcune ditte produttrici di materiali bioedili utilizzano sistemi di confezionamento e imballaggio ecocompatibili, altre non ancora; questa attenzione è di grande importanza.
dei materiali per la bioedilizia Valutazione e certificazione di qualità secondo i criteri dell'architettura bioecologica.
Le tecniche costruttive bioedili riducono ai minimi termini limpiego di materiali impermeabilizzanti, favorendo al contrario la massima permeabilità degli elementi costruttivi di un edificio.
Usare le energie e i ritmi della natura - non contrastare ma assecondare ELEMENTI DI VALUTAZIONE DELLA QUALITA' BIOLOGICA DEI MATERIALI 1.
Sulla base delle tabelle precedenti e sulla base della disponibilità sul nostro mercato di materiali provenienti dalla ricchissima tradizione italiana del buon costruire, purtroppo oggi molto appannata, ma anche di alcuni prodotti innovativi che un numero crescente di aziende mette coraggiosamente in produzione è possibile, anche in Italia, tracciare un primo schematico elenco di malteriali per la realizzazione di edifici che rispondano a requisiti di bioecologicità.
Se materiali naturali ed ecocompatibili vengono confezionati in contenitori non riciclabili e non biodegradabili, si corre il rischio di vanificare le qualità del contenuto con un contenitore pericoloso per l'ambiente.
Altro forte rischio di, incoerenza si corre se in una costruzione bioedile, dove si fa uso di materiali a qualità ecologica controllati, la gestione del cantiere non è coerente alla realizzazione.
) e per le loro doti di coibentazione sono i materiali derivati da altre fibre vegetali come il cocco, la iuta, il cotone, il lino.
In casi particolari si può altresì ricorrere a materiali naturali che possiedono caratteristiche di impermeabilità, come largilla, le cere, gli oli.
Escludendo ovviamente i materiali sintetici, i materiali per la pavimentazione ed il rivestimento sono in bioedilizia sempre principalmentete quelli già più volte ricordati che per questo possono essere considerati dei veri archetipi del costruire nonostante i numerosi tentativi di sostituirli.
Le conseguenze, a livello di impatto dellintero settore produttivo, sono evidenti; meno evidente è stata fino a pochi anni fa la pericolosità dei materiali di derivazione petrolchimica per la vivibilità degli ambienti chiusi, dove anche livelli di cessione di composti pericolosi molto bassi - per ogni singolo materiale - determinano per sinergia una miscela nociva.
Occorre poi accompagnare i materiali individuati con indicazioni sulla scelta corretta e sui criteri di applicazione.
Anche se di origine naturale sono invece poco consigliabili in bioedilizia, se non in casi molto particolari, i materiali coibenti minerali a conformazione fibrosa.
Un'attenzione particolare merita il tema dellimballaggio dei materiali per ledilizia.
Le materie prime utilizzate dalle ditte produttrici di materiali bioedili sono poche (circa 150) e sempre dichiarate, secondo una sorta di codice etico che richiede la massima trasparenza sulla biografia del prodotto:.
Le soluzioni proposte dalla bioedilizia fanno di nuovo riferimento allargilla come materia prima di base per la realizzazione di tubi in gres per lo smaltimento dellacqua, che godono di un ecobilancio decisamente più favorevole.
Molte amministrazioni pubbliche in Svizzera, Germania e Austria stanno elaborando normative ed indirizzi per la valutazione della qualità ecologica dei materiali edili e per la loro applicazione.
Naturalmente questi materiali devono essere accompagnati da adeguate garanzie e certificazioni riguardo alla loro provenienza da coltivazioni in cui non si sia fatto uso di prodotti chimici.
PRINCIPI GUIDA PER LA SELEZIONE DEI MATERIALI IN EDILIZIA .
Fino a oggi in Italia di bioedilizia si è soprattutto a differenza di quanto è avvenuto nel centro e nei nord Europa dove si è soprattutto e dove, quindi, sono ormai numerose le esperienze concrete realizzate e il settore produttivo si è da tempo adeguato a una richiesta crescente, mettendo a disposizione del cantiere numerosi materiali coerentemente ecologici.
Materiali coibenti vegetali Il sughero Il sughero viene prodotto dalla corteccia di una pianta mediterranea, la quercia da sughero (quercus suber) Questa pianta ha la particolarità di produrre una corteccia composta da un tessuto cellulare spugnoso, morbido e resinoso costituito da milioni di alveoli che si stratificano lentamente, la corteccia, una volta asportata, si riproduce nell'arco di 10 anni.
I prodotti contrassegnati con il marchio ANAB-IBO-IBN vengono inseriti con evidenza nel repertorio dei materiali pel la bioedilizia che ANAB realizzerà ogni anno e consigliati ai committenti, alle aziende, ai progettisti e aglii uffici pubblici come valide alternative ai materiali convenzionali.
Ventilazione: movimento daria in dipendenza di differenza di temperatura, pressione e densità del materiale INFLUENZA DEI MATERIALI DA COSTRUZIONE SULLA QUALITA' DELL'ABITARE 1.
I materiali di copertura e di protezione superficiale delle murature sono le tegole e gli intonaci, per natura traspiranti ed idrorepellenti.
In questo settore i materiali sintetici hanno quasi del tutto soppiantato i materiali naturali.
In bioedilizia si consiglia di ridurre ai minimi termini l'uso di questo materiale per le sue specifiche caratteristiche fisico tecniche: mantiene a lungo l'umidità, ha scarsa traspirabilità, elevata conducibilità ed è inoltre facilmente aggredibile dagli agenti atmosferici, richiede quindi complesse opere di isolamento termoacustico e l'utilizzo di additivi chimici specifici di forte impatto ambientale.
In sintesi il sughero è un ottimo materiale coibente per la bioedilizia solo se proviene da pura polpa di corteccia di sughero priva di ogni elemento estraneo, ventilata ed eventualmente aggregata in pannelli per effetto combinato di solo calore e compressione, In questo caso le sue caratteristiche sono lottimo potere coibente termico e acustico, la grande traspirabilità, l'impermeabilità, l'inattaccabilità da insetti e roditori.
La bioedilizia propone un'immagine della casa assimilabile a quella di un organismo vivente che deve necessariamente essere protetto da una pelle impermeabile ma traspirante che gli consenta uno scambio continuo tra interno e esterno.
Alcune materie prime minerali hanno caratteristiche fisico tecniche interessanti per un loro uso in bioedilizia, ovviamente se non addittivate con prodotti sintetici di derivazione petrolchimica.
Nella produzione e nel confezionamento in pannelli di questi materiali sono per altro utilizzati prodotti collanti di origine petrolchimica.
Questo elenco non vuole avere nessuna pretesa di sistematicità ma anzi riguarda essenzialmente i materiali base, in genere presenti in un cantiere edile, cercando di contribuire al superamento della genericità e dell'approssimazione degli ormai numerosi messaggi presenti sulla stampa sul tema della bioedilizia.
Tutti conoscono le pratiche in uso corrente presso ogni cantiere edile: spreco di acqua, combustione di rifiuti delle lavorazioni (che spesso contengono materiali sintetici), interro di detriti e di scarti in occasione delle opere di sistemazione esterna.
Le doti richieste dalla bioedilizia ad un materiale per la coibentazione termoacustica sono: la traspirabilità, ligroscopicità, la resistenza al fuoco, a muffe, funghi, insetti, roditori senza lutilizzo di prodotti sintetici, lassenza di odore, lassenza di radioattività, la capacità di essere elettricamente neutro, la sostenibilità ambientale.
L'argilla per essere biologicamente compatibile non deve essere addittivata con materie seconde, come invece spesso avviene, e, in caso di porizzazione finalizzata ai miglioramento delle prestazioni termocoibenti dei laterizio, i materiali aggiunti all'argilla dovranno essere di origine vegetale o minerale come nel caso della polvere di legno, della perlite o di prodotti di scarto della produzione agricola come la pula di riso, mentre si dovranno escludere i materiali derivati dalla sintesi petrolchimica come il polistirolo, materiale privo di sostenibilità ambientale.
In bioedilizia si consiglia quindi che l'acciaio tondo ad aderenza migliorata sia ad alta resistenza per limitarne la quantità o meglio ancora realizzato in acciaio inox che, per la sua particolare microstruttura, ha valori particolarmente bassi di permeabilità magnetica e consente quindi di eliminare le azioni di disturbo al campo elettromagnetico naturale proprie degli elementi metallici in particolare se reticolari.
La complessità e la grande articolazione del settore produttivo rendono particolarmente arduo il compito di valutare la qualità ecologica dei materiali edili e la stesura quindi di corretti il sempre più diffuso riconoscimento del valore economico del ambientale" fa sì che questo strumento di analisi venga sempre più di frequente applicato nella parte economicamente più avanzata d'Europa, ancora molto poco in Italia, per indirizzare nel senso della sostenibilità le scelte produttive e di sviluppo.
Valutazione, selezione e certificazione dei materiali per la bioedilizia
In bioedilizia si consiglia quindi l'utilizzo di cemento puro, in cui sia certificata l'assenza di radioattività e la non addittivazione in fase di produzione con materie seconde spesso provenienti da scarti di altre lavorazioni industriali o in fase di confezionamento del calcestruzzo con prodotti chimici di sintesi.
I materiali per il trattamento e la finitura superficiale di legno, intonaco, ferro così come i prodotti per l'incollaggio sono in genere i più dipendenti dall'industria petrolchimica.
I materiali coibenti Il consistente impiego di materiali non rinnovabili, il costo energetico della produzione, l'elevato impatto ambientale, la tossicità dei composti chimici contenuti, questi e altri motivi concorrono a determinare un bilancio ecologico molto negativo per i materiali per la coibentazione termoacustica di origine petrolchimica.
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